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Intervista a Laura Boldrini : „L’Italia non è tutta così“

Laura Boldrini im Februar 2018 in Mailand Bild: Picture-Alliance

Intervista all’ex presidente della Camera: Laura Boldrini denuncia gli errori della sinistra – e la strategia social del suo bersaglio preferito Matteo Salvini.

          Matteo Salvini, quando diventerà Presidente del Consiglio?

          Anna-Lena Ripperger

          Redakteurin in der Politik.

          Mamma mia, che brutta domanda che mi ha fatto! Spero che non lo diventi, perché l’Italia si merita qualcosa di meglio. E quindi spero che, quando ci saranno le elezioni, gli italiani decideranno diversamente.

          Dalle elezioni europee Matteo Salvini è uscito come il grande vincitore.

          Il successo cambia molto velocemente, l’abbiamo visto anche negli anni. Basta vedere recentemente per esempio Matteo Renzi che è stato molto popolare, ha avuto il 40 per cento alle elezioni europee del 2014 e poi questo successo è diminuito nel giro di poco tempo. Ciò dimostra che in Italia l’elettorato oggi è mobile e cambia con molta facilità. Adesso Matteo Salvini ha avuto sicuramente un grande risultato ma ha fatto anche tante promesse. E se queste promesse non verranno mantenute perderà il gradimento dell’elettorato.

          Salvini è il suo bersaglio preferito, no? Spesso vi siete attaccati durante gli ultimi mesi, anzi, gli ultimi anni.

          È vero, io lo critico ma non come persona, per la sua politica ed il suo stile di fare politica. Lui invece ha proseguito una campagna sessista contro di me. Salvini che oggi è vicepresidente del Consiglio mi ha paragonato a una bambola gonfiabile. E Beppe Grillo, il fondatore del Movimento Cinque Stelle ha fatto uscire un post per suscitare le reazioni dei suoi dicendo: Che cosa faresti alla Boldrini in macchina? Una semplice ma non innocente domanda che fece scaturire tutto il sessismo dell’Italia. Quando i leader politici fanno questo vuol dire che poi ci si può aspettare di tutto da loro. Oggi il linguaggio politico nel mio paese è veramente violento, soprattutto nell’ambito delle donne. Il metodo è quello di intimidirle a non fare politica e tante ragazze oggi ci pensano, perché se poi si trovano ad affrontare tutto ciò non tutte se la sentono. Io provo sempre a dire alle ragazze che il vento cambia. Il mio caso ne è un esempio.

          Lei durante gli ultimi anni ha vissuto l’odio quasi assoluto dei social media e degli italiani. Ha ricevuto minacce di morte, di tortura, di stupro. Su di lei sono state inventate delle notizie false, come per esempio una molto persistente su sua sorella che gestirebbe cooperative di assistenza ai migranti e percepirebbe una pensione ottenuta a 35 anni. Invece sua sorella è morta e faceva tutt’alto.

          Non sono stati gli italiani ad aver manifestato odio verso di me ma c’è stata una strategia politica incentrata sull’odio che si è servita della rete, dei social media e che li ha riempiti di fake news, di disinformazione per alimentare odio, inventando. Il mio profilo non era un profilo attaccabile: ho lavorato 25 anni nelle agenzie delle Nazione Unite e sapevo come proteggerlo. Quindi hanno inventato tante cose che non sono vere per sporcare il mio profilo. Però intorno a me si è poi creata una rete spontanea di sostegno e se lei oggi va a vedere il mio profilo twitter o facebook o instagram non troverà più quell’odio che poteva trovare fino a un anno fa, perché le persone ci sono ribellate a questo modo squadrista di fare politica e spontaneamente hanno cominciato a sostenermi, con numeri molto elevati.

          Ultimamente lei ha surclassato più volte Matteo Salvini in like e retweet. Ne è fiera?

          Salvini ha una squadra di tante persone che si occupano dei social media e una inchiesta giornalistica, fatta da “Repubblica”, dice che lui spende 600 mila euro all’anno, vuol dire 50.000 euro al mese per sponsorizzare i suoi post facebook. Io invece non ho mai speso un soldo per questo e quindi è chiaro che lui ha grandi numeri. Lei sa che la Lega deve agli italiani 49 milioni di euro che sono stati truffati?

          Ma questa truffa non è connessa direttamente a Salvini ma al fondatore della Lega, Umberto Bossi. A novembre è stato condannato per truffa ai danni dello Stato. Lui e dei suoi confidenti hanno utilizzato mezzi finanziari dello Stato a fini privati.

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